Emissione di Bitcoin

Il Bitcoin è nato come criptovaluta decentralizzata e ad offerta limitata. La deflazione è una possibile conseguenza della sua offerta limitata.

DecentralizzazioneModifica

Una caratteristica fondamentale del bitcoin è che si tratta di una valuta decentralizzata, a differenza del dollaro americano o dello yen giapponese, che sono invece valute centralizzate. Le valute centralizzate sono controllate ed emesse dalla banca centrale di uno stato in una quantità proporzionale al totale dei beni e dei servizi prodotti dall’economica. Le banche centrali si adeguano alla politica monetaria dello stato, mediante la quale controllano l’offerta di moneta e garantiscono la stabilità dei prezzi. Le banche centrali aumentano la base monetaria del paese emettendo valute e incrementando lo stock di monete attraverso il processo dell’alleggerimento quantitativo.

Differentemente, un sistema decentralizzato come quello del Bitcoin impedisce qualsiasi interferenza umana nel processo di emissione di monete. L’intero processo è sotto il controllo di un algoritmo crittografico che segue le regole di una blockchain peer-to-peer (P2P). L’algoritmo stabilisce la frequenza, l’orario specifico, e il numero di unità di valute emesse. Inoltre, il sistema attraverso la crittografia respinge ogni tentativo di alterare o di decriptare i dati sul numero di unità di valute emesse che non sia in linea con le regole dell’intera blockchain. In questo modo, è possibile verificare le transazioni senza dover sincronizzare l’intera blockchain.

Offerta limitataModifica

Una serie di bitcoin è creata come ricompensa (chiamata block reward) per quei minatori (miner) o quel gruppo di minatori (pool) che sono riusciti a minare un blocco. I nuovi blocchi sono aggiunti alla blockchain ad una frequenza stabilita di sei blocchi per ora, o ogni dieci minuti ( si tratta del tasso di difficoltà). La quantità di bitcoin emessi come ricompensa in ciascun blocco si dimezza ogni 210,000 blocchi, o approssimativamente ogni 4 anni. Ciò comporta che la disponibilità di bitcoin non sia illimitata; saranno infatti creati solo 21 milioni di bitcoin. Nel 2008, la ricompensa per ogni blocco era di 50 bitcoin; nel Novembre 2012 questa cifra è scesa a 25 bitcoin, e nel Luglio 2016 è stata di 12.5. Se si segue quest’andamento, si stima che l’ultimo bitcoin sarà minato nel 2140, quando sarà raggiunto il limite di 21 milioni di bitcoin. Inoltre, esattamente come per l’oro, l’offerta di bitcoin è legata al processo di mining, piuttosto che alla sua domanda.

DeflazioneModifica

Poiché l’ammontare complessivo di bitcoin non può essere artificialmente aumentato, la valuta andrà incontro a deflazione se il suo utilizzo inizia a diffondersi. Gli economisti di scuola Keynesiana sostengono che ciò costituirebbe una spirale deflazionistica per il bitcoin: il continuo aumento dei suoi tassi di cambio spingerebbe le persone ad accumulare la valuta senza mai spenderla, alimentando di fatto la deflazione, con un impatto negativo sulla crescita economica.

Tuttavia, gli economisti della Scuola austriaca sostengono che, dal momento che la deflazione si verifica a tutti i livelli di produzione, gli investitori possono in realtà trarne beneficio. In altre parole, in un clima di deflazione si assiste ad una riduzione del prezzo delle materie e dei servizi, che si accompagna ad un’analoga riduzione dei costi di produzione, pertanto i tassi di profitto restano invariati. Inoltre, la domanda non subisce contraccolpi. La deflazione incoraggia le persone a risparmiare soldi, e l’aumento dei risparmi porta a tassi di interesse più bassi e ad un aumento di capitale, creando incentivi per gli investimenti delle imprese.

Leggi in un'altra lingua